In un club è importante decidere sin dall’inizio i ruoli di ogni singolo collaboratore, in modo da definire le rispettive aree di competenza ed evitare così sovrapposizioni o inquinamenti che potrebbero pregiudicarne il funzionamento.

Una precisa suddivisione dei compiti consente di rispettare le mansioni altrui limitando perdite di tempo e di energie. Ciò non significa che non ci possa essere collaborazione ma al contrario questa sarà più efficace proprio perché ognuno ha ben chiaro il suo compito; ed è proprio in questo aspetto che entrano in gioco le capacità del direttore del centro fitness.
Attraverso un organigramma, quindi, noi abbiamo a disposizione uno strumento imprescindibile che consente la visualizzazione dei compiti e degli obiettivi in modo chiaro e preciso.

Quali obiettivi e come raggiungerli in un lavoro coordinato con tutti i settori del centro
E’ di fondamentale importanza che il direttore stabilisca degli obbiettivi precisi che riguardano quelli di tutta la squadra e quelli di ogni singolo componente. Gli obbiettivi oltre ad essere chiari devono rimanere ben distinti, rimanendo nelle competenze di ogni singolo individuo.
Per definire e raggiungere gli obbiettivi possiamo avvalerci delle tecniche di COACHING.
Che cos’è il coaching? Si tratta di un sistema molto efficace per definire i propri obbiettivi, i propri risultati e quelli delle persone che lavorano con noi. Queste tecniche sono:
•RDP: risultato-disegno-piano d’azione
•Gli obbiettivi ben formati

RDP: risultato-disegno-azione (goal setting)
Questo metodo si occupa della gestione del tempo in funzione degli obbiettivi e si basa sulla definizione delle priorità; l’individuazione delle priorità deve avvenire non solo superficialmente (non è sufficiente scriverle su di una agenda) ma si deve estendere anche a livello profondo, comprendendo i nostri principi, i nostri valori e la nostra missione.
RISULTATO: qual è il risultato che vuoi ottenere? Cosa vuoi?
DISEGNO: qual è il tuo disegno, il tuo scopo? Perché lo vuoi?
PIANO D’AZIONE: quali azioni specifiche devi compiere per ottenere il risultato? Come riuscirai ad ottenerlo?

RISULTATO
E’ l’obbiettivo da raggiungere, l’esito che vogliamo ottenere (non le attività per perseguirlo, ma il proposito stesso). Alcune domande per individuare con precisione il risultato sono:

•Cosa desidero veramente in questa situazione?
•Qual è il mio obbiettivo finale?
•Qual è esattamente il risultato che mi sono prefissato di raggiungere?
•Come saprò di averlo raggiunto?

DISEGNO
Una volta che ho stabilito cosa voglio è determinante chiedersi perché lo voglio. Il disegno è lo scopo per il quale vale la pena impegnarsi fornendoci la ragione pratica ed emotiva per proseguire e fare tutto ciò che è necessario per ottenere il risultato desiderato. In sostanza ci fornisce la forza necessaria per impegnarsi ai massimi livelli.
Ecco le domande utili da porsi:

•Perché voglio raggiungere questo risultato?
•Qual è il mio disegno?
•Posso descrivere dettagliatamente le ragioni che mi spingono verso questo obbiettivo?
•Qual è il vantaggio che mi darà il raggiungimento di questo risultato?
•Come mi farà sentire?

IL PIANO D’AZIONE
Stabilendo un piano d’azione centrato sull’obbiettivo, e sorretto dalla motivazione, si attivano le risorse in nostro possesso. Il piano d’azione ci dice come fare.
Queste le domande da porsi:

•Qual è il mio piano strategico?
•Quali azioni specifiche devo intraprendere per ottenere il risultato che voglio?
•Di chi o di cosa ho bisogno?
•Quando comincio?

Gli obiettivi ben formati
Domande per la corretta formulazione degli obbiettivi:

1. Il tuo obbiettivo è formulato in termini positivi e specifici?
2. Il tuo obbiettivo descrive un risultato anziché un processo?
3. Quando, dove e con chi raggiungerai l’obbiettivo?
4. Come saprai di aver raggiunto il tuo obbiettivo?
5. Il tuo obbiettivo è in armonia con te stesso e con ciò in cui credi?
6. Quali risorse ti occorrono per raggiungere il tuo obbiettivo?
7. Puoi controllare il tuo obbiettivo?
8. Il tuo obbiettivo è ecologico?
9. Hai scelto il tuo obbiettivo?
10. Qual è il piano d’azione?

1) Il tuo obbiettivo è formulato in termini positivi e specifici?
Per formulare in modo efficace l’obbiettivo occorre evitare le negazioni e deve essere il più possibile specifico e misurabile.
“Non voglio più essere fuori forma” non è un obbiettivo ben formato soprattutto perché espresso in forma negativa; potrebbe essere trasformato in “voglio essere in forma” ma ancora non basta in quanto ancora troppo vago: “voglio essere in forma, pesare 60 kg e avere i muscoli addominali tonici”. Questa definizione comincia ad essere più appropriata.
Più si formula l’obbiettivo in modo dettagliato, più si attivano le risorse consce e inconsce per raggiungerlo.

2) Il tuo obbiettivo descrive un risultato anziché un processo?
“Voglio dimagrire” esprime un processo;  “ voglio essere asciutto e tonico” esprime un risultato che può essere visualizzato.

3) Quando, dove e con chi raggiungerai l’obbiettivo?
Aggiungendo l’elemento temporale possiamo pianificare i passaggi necessari per raggiungere l’obbiettivo ed avere una “data di scadenza” senza la quale rischiamo di rinviare il nostro impegno a vita.
A seconda del tipo di obbiettivo può essere utile aggiungere anche un luogo e la presenza di persone che lo condividono con noi.

4) Come saprai di aver raggiunto il tuo obbiettivo?
Fissiamo un modo per misurare i nostri obbiettivi; se si tratta di obbiettivi numerici l’operazione sarà molto semplice (ad esempio: tempo di percorrenza di 5 km di corsa); se si tratta di obbiettivi non misurabili empiricamente scegliamo dei parametri che ci forniscano delle risposte valide. Per esempio: se voglio migliorare il mio grado di socievolezza periodicamente valuto se nei confronti di alcune persone scelte come riferimento cambia qualcosa nei rapporti umani (ad esempio colleghi di lavoro, vicini di casa, familiari, ecc).

5) Il tuo obbiettivo è in armonia con te stesso e con ciò in cui credi?
Fissare obbiettivi che sono in contrasto con i nostri valori e i nostri principi è perfettamente inutile; non possiamo andare contro la nostra identità, un conto è fare qualche sacrificio per il raggiungimento dell’obbiettivo, un altro è andare contro quello che per noi è più importante.
Se, al contrario, il nostro obbiettivo è in linea con i nostri valori sarà sicuramente più semplice raggiungerlo. Per esempio: “voglio essere in forma perché migliora la mia autostima”.

6) Quali risorse ti occorrono per raggiungere il tuo obbiettivo?
Occorre definire sin dal principio quali sono le risorse necessarie per arrivare al risultato; questo ci consente di avere dei punti di partenza da cui incominciare e di attivare tutte le nostre risorse. Le possiamo dividere in cinque categorie:

•Oggetti: beni materiali necessari.
•Persone: tutti coloro che ci possono aiutare.
•Esempi: persone che hanno raggiunto particolari obbiettivi, che possiamo interpellare e prendere come modello.
•Capacità personali: le nostre qualità, che già ci appartengono ma che potremmo ulteriormente approfondire e migliorare.
•Risorse economiche: l’eventuale quantità di denaro necessaria.

7) Il tuo obbiettivo si può controllare?
L’obbiettivo che ci siamo posti dipende esclusivamente da noi? Alcuni aspetti non possono essere totalmente sotto il nostro controllo e allora possiamo chiederci: cosa posso fare per influenzare gli eventi esterni? In che modo gestisco le eventuali conseguenze? Come posso controllare ciò che non dipende esclusivamente da me?

8) L’obbiettivo è ecologico?
Una volta raggiunto, che impatto avrà l’ obbiettivo su di me, sulle persone che mi circondano, sull’ambiente? Se vogliamo che l’obbiettivo ci procuri soddisfazione, dobbiamo essere sicuri che gli aspetti positivi e piacevoli della situazione attuale vengano mantenuti o che vengano sostituiti con elementi equivalenti.

9) Hai scritto il tuo obbiettivo?
Scrivere un obbiettivo (A MANO) contribuisce a renderlo molto più concreto rispetto a tenerlo semplicemente a mente. E’ buona cosa scriverlo in modo da poterlo vedere quotidianamente.

10) Qual è il piano d’azione?
Un obbiettivo, specie se a medio o lungo termine, deve essere diviso in obbiettivi intermedi in modo da:
•Capire la corretta successione degli eventi.
•Pianificare adeguatamente le azioni necessarie al completamento.
•Prevedere di chi e di cosa avremo bisogno.
•Renderci conto se la direzione è quella giusta e se l’obbiettivo è realmente fattibile.
•Prevedere delle scadenze intermedie per fare il punto della situazione.
•Motivarci grazie al raggiungimento dei risultati intermedi.
•Correggere il tiro.

La definizione degli obbiettivi e di un piano d’azione ti guida a:
•Riconoscere e ridurre gli sprechi in tutti i settori dell’azienda.
•Valorizzare al massimo le potenzialità sia dei singoli collaboratori sia della tua squadra.
•Aumentare il valore del tuo prodotto/servizio diminuendo gli sforzi per produrlo.
•Lavorare meno tempo ed in modo migliore per ottenere più risultati.
•Definire un percorso di crescita costante e sostenibile.
•Soddisfare sempre meglio le esigenze dei tuoi clienti facendoli diventare dei veri e propri fan del tuo brand; costruire un’organizzazione efficiente ed efficace al cui centro ci sono le persone.

Se ben applicato, un corretto metodo per l'individuazione dei compiti e degli obiettivi assegnati a ciascun ruolo ricoperto in un club permette di rendere efficace ed efficente tutta la macchina organzzativa, evitando dispersioni e migliorando i risultati ottenuti.

 

Se vuoi approfondire questo argomento partecipa al Corso per fitness manager

 

Vietata qualsiasi riproduzione, anche parziale, di questo testo senza autorizzazione scritta

Estratto dal manuale del corso per fitness manager dello stesso autore


a cura di D.Trespidi
Laureato in psicologia
Imprenditore e formatore nel settore del fitness 

 

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